Storia

STORIA DI COLLE DI VAL D’ELSA

Colle di Val d’Elsa, terra elevata al rango di città e di vescovile nel 1592, è situata su uno sperone di tufo e circondata da una campagna lussureggiante che fu granaio di Firenze e Pisa.

Patria di Arnolfo di Cambio, Cennino Cennini, Giovanni Tolosani, Bartolomeo Scala, Antonio Salvetti, Vittorio Meoni, Romano Bilenchi (per citare alcuni dei suoi figli più famosi), fin dal secolo XI – grazie ad una sapiente canalizzazione delle acque derivate dal fiume Elsa, si distinse per la molatura del vetro, per la lavorazione della lana, della seta, del ferro e soprattutto della carta.

La produzione di carta fu appunto l’attività economica più importante dal XIII al XVIII secolo.

Nella seconda metà del XIX secolo , una precoce industrializzazione (ferro e vetro) fece di Colle di Val d’ Elsa un importante punto di riferimento per gran parte del movimento operaio in Toscana , ed il primo comune socialista dell’Italia centro-meridionale.

La notevole dimensione socio-economica che la città raggiunse, è testimoniata dai suoi numerosi palazzi, tra i quali spiccano quello di Francesco Campana (costruito su disegno di Baccio d’Agnolo e rimasto incompiuto) e, per arrivare ai giorni nostri, quello del Monte dei Paschi di Siena (costruito su progetto dell’architetto Michelucci) ed è testimoniata anche dalle sue chiese ricche di pregevoli opere d’ arte, dai suoi conventi e collegi: edifici tutti che determinarono l’assetto urbanistico ancora oggi esistente.

In uno dei suoi antichi terzieri, che prende il nome da Santa Caterina d’Alessandria (patrona dei cartai ), sussistono palazzi, (ristrutturati) risalenti anche al XIV e al XVIII secolo: tra questi si trova, in Via Gracco del Secco no. 51, quello descritto nella pagina Servizi.